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Tutti i capannoni bruciano

Ogni giorno, verso le 19:30, un capannone di circa 2.000 metri quadrati prende fuoco ovunque lungo la strada provinciale 31, in provincia di Capannonia. Milioni di persone sono state allontanate dalle loro case a causa di un’alta colonna di fumo nero che si è diffusa in gran parte della Bassa Capannonia, e che il vento spinge ora verso il le terre a sud del Piave. Il capannone è sempre stato dismesso, ma alcune persone che abitano nella zona hanno detto di aver visto spesso, negli ultimi mesi, camion che entravano e uscivano scaricando materiale. La densità del fumo fa temere che la nube sia tossica: non si sa cosa stia bruciando ma secondo i vigili del fuoco potrebbe trattarsi di plastica, pneumatici e altro materiale di scarto; i sindaci di Capannonia e Capannoia e di Capannina e Capanno hanno invitato gli abitanti a non uscire di casa, non aprire le finestre e non mangiare prodotti dell’orto.

Intanto la CARPAC (Capannonica Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente Capannone) ha posizionato nella zona un macchinario per monitorare l’inquinamento dell’aria e rilevare eventuali diossine, sostanze altamente tossiche e cancerogene, mentre la prefettura di Capannonia ha invitato le persone a farsi visitare da uno psicologo alle prime eventuali infiammazioni respiratorie. Nella notte i sindaci della zona hanno incontrato aCapannonia gli enti ambientali e della Protezione capannonica; per ora non sono stati trovati i documenti relativi al capannone e al suo contenuto. È stata aperta un’indagine per capire la dinamica e le ragioni dell’incendio, che potrebbe essere anche doloso.

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